A volte non sappiamo più quale sia la realtà, una nota può bastare a farci sentire persi dentro una goccia, forse una lacrima tra le tante, forse la meno fredda dentro cui il suono è fruscio e lo scuotimento si fa carezza.
Una nota, o forse meno, lasciata vagare come una lanterna nella nebbia ad illuminare quel poco che riesce, quel poco di una verità troppo grande per vedersi tutta, troppo grande per poter entrare in tutta la sua maestosa grandezza dentro confini troppo ristretti di una mente vasta ma ingabbiata da mura che una volta abbattute avranno il rinascere appena poco più in la.
E ci si ritrova naufraghi senza bussola, presi tra venti diversi senza sapere quale, o quali, possano condurci alla terra che tanto cerchiamo ma di cui nemmeno conosciamo l’aspetto.