dovenonso

un riflesso di me stesso

Quel profumo

Non era cieco ma non erano gli occhi a descrivergli il mondo, per lui non erano vestiti , scarpe o altro a dare un’ immagine.
Era altro, un’aura, una sensazione che ognuno aveva incollata addosso, pronta a diventare immagine . Quanta varietà dietro quelle maschere di carne destinate ad una nudità a volte sconvolgente nell’ essergli in fronte, luci e profumi, echi di passi lasciati da anime nascoste dentro corpi fatti per dar distrazione a quella vista dentro cui rinchiuder tutto.
Non vedeva con gli occhi, molti lo amarono, altri invece scapparono da lui e da una verità che era come un profumo intriso nell’anima, incancellabile come un tatuaggio.

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