dovenonso

un riflesso di me stesso

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Dalla Memoria

​Leggero canto
di voce passata
dono del vento per un ultimo passaggio
prima di andare
prima di restare
in qualche piega del tempo
accovacciata nell’ ombra
aspettando nuova luce
nuovo maestrale
da cui farsi lasciare alle orecchie.
Rivivrai dal passato,
parlerai dell’amore? cosa dirai?
Aspetterò, senza voler nulla
covando speranza 
di sentir che stai bene
di sentir di non temere
prima di lasciarti andare
ancora e ancora,
salutandoti 
come davanti al treno in partenza
convinto non avrà ritorno
cosciente del suo ritornare
dalle pieghe più nascoste della memoria.

Il vecchio che lasciava parole al suo passaggio

Un povero vecchio consumato dal tempo, era solo questo se non fosse che leggeva laddove nessuno riusciva, il suo dito seguiva linee invisibili su fogli bianchi come latte lasciando parole al suo passaggio.
Erano profumate come fiori appena schiusi, piene di una vita in cui l’amore era ovunque seppur a volte giocasse a nascondersi nelle zone più in ombra e fredde, tra pieghe intricate come le strette vie di antiche città che nemmeno il tempo ha saputo restituirci districate.
Era solo un vecchio, nessuno lo conosceva, nemmeno lo sentivano, uno dei tanti senza nome che però sapeva leggere e scrivere dove nessuno riusciva, un povero vecchio che il tempo aveva consumato ma la cui casa era più calda di quella dei ciechi ed analfabeti che nemmeno si rendevano conto di esserlo.

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